sabato 3 ottobre 2009

Il tacchino di Natale


Ingredienti:

- 1 tacchino
- 1 natale
- 1 persona affamata
- quello che c'è in cucina
- sale e pepe q.b.

Andate nell'aia e scegliete un tacchino molto grosso, possibilmente antipatico.
Vestitevi a strati con molti maglioni in modo da sembrare più grossi, e inseguitelo impugnando una grossa mannaia, urlando selvaggiamente, fino a fargli venire un infarto.
Una colonna sonora appropriata potrebbe essere d'aiuto (per esempio i Darkthrone sparati a tutto volume, anche se in questo caso potreste mettere a rischio la salute di tutte le altre povere bestie innocenti che vi stanno intorno).
Godetevi l'agonia del tacchino antipatico che sarà tutto un gloglottio soffocato "gobble... gasp... anf... gobble gobble", eseguite una danza propiziatoria arrotando i coltelli che serviranno più tardi e poi rilassatevi, fumando una sigaretta o semplicemente estirpandovi peli supeflui dal naso.
Morto il tacchino, prendetelo a calci fino al cancello di ingresso (per ammorbidire le carni).
Recuperate il tacchino impantanato, sciacquatelo con l'idrante sfollagente e mettetelo a frollare per una settimana nella cantina piena di roba inutile. E' scientificamente provato che più c'è roba inutile in cantina, più il tacchino verrà gustoso (non si sa perchè).
Trascorso il tempo necessario, recuperate il gallinaceo che con ogni probabilità emanerà un fetore abbastanza mefitico.
Prendetevi due ore per spennarlo e mettete in conto altre due ore buone per trastullarvi col corpo bianco e glabro della bestia: dà molta soddisfazione vestirlo con i vecchi abiti della zia Adelina o mimare rapporti sessuali sull'amaca o ballare un tango di Piazzolla o anche ingaggiare un incontro di wrestling nel fango.
Convincete i carabinieri accorsi dopo una segnalazione anonima che non c'era intenzione di avere un REALE rapporto sessuale con il tacchino.

Finita la parentesi ludica, mozzategli la testa senza troppi complimenti e trascinatelo in cucina.
Come un serial killer con l'occhio iniettato di sangue, svuotatelo delle viscere e iniziate a preparare il ripieno.
Prendete una vecchia valigia e riempitela di salsiccia, tartufi, castagne, fichi, prugne, parmigiano, rosmarino, salvia, una pelliccia d'orso, un materasso sfondato, un cinghiale vivo, un pitosforo, un tricotillo, tacchi, dadi e datteri.
Chiamate lo zio Totano (140 kg di Puglia) e insieme saltate ripetutamente sopra la valigia fino a che questa non si chiuda perfettamente. Fate riposare qualche ora e aprite con cautela, facendo attenzione alle correnti gravitazionali generate dalla materia ultra-compressa.
Prendete un mestolone capiente e riempite bene il volatile, che a questo punto raggiungerà il peso approssimativo di una luna di Saturno.
Cospargete con olio, burro, rosmarino e bicarbonato.
Chiamate i pompieri con una scusa banale e fatevi aiutare ad infornare l'animale.
Mi raccomando: tenete temperature basse per evitare che la carne diventi stopposa - e per scongiurare esplosioni indesiderate.

Fate cuocere il tacchino per 12 ore abbondanti, e durante la cottura pungetelo ogni tanto. Non che questo serva a qualcosa, è solo un modo come un altro per far passare il tempo.

Servite in tavola con un contorno di crocchette di Citrosodina e buon natale.


(Scritto nel 10/12/2008)

Cose belle che succedono in città

Sto andando al lavoro in scooter, scazzatissimo.
Mi fermo ad un semaforo in piazza Emilia e il mio sguardo si posa su un'attempata signora con minuscolo barboncino al seguito.
Come me è ferma, è sul marciapiede e attende di attraversare la strada mentre il traffico del mattino scorre veloce. Improvvisamente arriva un tamarro occhiale-a-specchio con l'Alfetta che, brillante, passa a 80 km/h e intercetta una ENORME pozza d'acqua al centro della strada. Si solleva uno tsunami di colore grigiastro che investe brutalmente vecchia + barboncino. Questa, fradicia, rimane pietrificata per un paio di secondi tentando di interpretare i messaggi del proprio corpo. Poi si guarda strabuzzando gli occhi, capisce che è stata un'esperienza di questo mondo, solleva la testa e inizia a fare alti proclami sulla scostumatezza del giovane d'oggi. Io rido un po'.

Il traffico però continua a scorrere ma lei, furba come un volpe, rimane inchiodata nel punto dove è successo il fattaccio. Il barboncino umidissimo, intuendo qualcosa, tira disperatamente verso la direzione opposta.
Troppo tardi.
Sul giallo pieno sopraggiunge un'auto cisterna che temeva di perdere il semaforo e, accelerando, ritorna sulle stesse acque che ancora non avevano smesso di muoversi. Nuova spazzata di melma sulla vecchia che era solo a metà del rosario di bestemmie.
A questo punto, bagnata e lercia, incazzata come un pitone in un negozio di borse, ha assunto toni molto ma molto volgari facendo danze africane in mezzo alla carreggiata, gridando cose irripetibili a chiunque possedesse un mezzo di trasporto con più di due ruote.
E il barboncino ormai impresentabile, terrorizzato dalla mutazione della gentile e timida padrona che conosceva, ha iniziato ad abbaiare come un lupo idrofobo.

Inutile dire che io mi stavo ribaltando, ho fatto il resto della strada ridendo come un idiota con le gente che mi guardava come un matto.


(Scritto nel 01/07/2008)

Brivido, orrore, raccapriccio

Ieri mi è capitato di partecipare ad una delle esperienze che ti cambiano per sempre: sono andato in un luogo dove il tempo si ferma, dove la realtà si distorce e si fanno incontri bizzarri.
The Twilight Zone? No, sono andato alla mia prima RIUNIONE DI CONDOMINIO.

Intelligentemente organizzata in concomitanza col primo appuntamento degli Europei (per fortuna del calcio me ne frega assai poco), arrivo e trovo una ridda di donne e vecchi di mezz'età che mi squadrano con sospetto.
- Lei è?
- Ehm... Gatto.
- Ah . Prenda pure posto.

Posto che ovviamente non c'è, dato che nonostante la partita siamo in 30 stipati in una ex-portineria (metratura inferiore al mio monolocale).
Alla fine trovo una sediolina in fondo, tenuta insieme con lo scotch, e mi accomodo tra vecchio / vecchia. Uno odorava di canfora, l'altra di forfora. Vai, iniziamo bene.
Dalla finestra grida scomposte di gente che vede la partita. Moan groan.
Con sommo gaudio scopro che si è raggiunto il numero legale e dunque si parte con il turbine di emozioni: UN'ORA E MEZZO di discussione sul rifacimento del tetto di un tizio che si è portato persino un avvocato ottocentesco con la barba di Giuseppe Verdi.
Al pubblico in delirio è stato illustrato un cospicuo campionario di serpentine e pannelli isolanti. Segue litigio sui costi da sostenere. Dall'esterno nuove grida belluine di tifosi incazzati.
Nuovo argomento (a due ore dall'inizio della riunione): altri lavori da discutere per rifare il manto stradale dei box. Quando ho scoperto che le questioni da affrontare sarebbero state otto, la mia faccia si è sciolta.
Dopo tre ore, verso mezzanotte e un quarto, mentre ancora si stavano scannando sulle quote d'acqua potabile da ripartire, sono morto; sono entrato in un tunnel spazio-temporale, ho visto me stesso invecchiare in una stanza del 700 e sono rinato come pura forma di energia, fluttuando sul condominio come feto cosmico.
Ricordo molte bestemmie. Ma proprio tante.

Stamattina ho riacquistato le mie sembianze terrene e ho molto sonno.


(Scritto nel 10/06/2008)