Sto andando al lavoro in scooter, scazzatissimo.Mi fermo ad un semaforo in piazza Emilia e il mio sguardo si posa su un'attempata signora con minuscolo barboncino al seguito.
Come me è ferma, è sul marciapiede e attende di attraversare la strada mentre il traffico del mattino scorre veloce. Improvvisamente arriva un tamarro occhiale-a-specchio con l'Alfetta che, brillante, passa a 80 km/h e intercetta una ENORME pozza d'acqua al centro della strada. Si solleva uno tsunami di colore grigiastro che investe brutalmente vecchia + barboncino. Questa, fradicia, rimane pietrificata per un paio di secondi tentando di interpretare i messaggi del proprio corpo. Poi si guarda strabuzzando gli occhi, capisce che è stata un'esperienza di questo mondo, solleva la testa e inizia a fare alti proclami sulla scostumatezza del giovane d'oggi. Io rido un po'.
Il traffico però continua a scorrere ma lei, furba come un volpe, rimane inchiodata nel punto dove è successo il fattaccio. Il barboncino umidissimo, intuendo qualcosa, tira disperatamente verso la direzione opposta.
Troppo tardi.
Sul giallo pieno sopraggiunge un'auto cisterna che temeva di perdere il semaforo e, accelerando, ritorna sulle stesse acque che ancora non avevano smesso di muoversi. Nuova spazzata di melma sulla vecchia che era solo a metà del rosario di bestemmie.
A questo punto, bagnata e lercia, incazzata come un pitone in un negozio di borse, ha assunto toni molto ma molto volgari facendo danze africane in mezzo alla carreggiata, gridando cose irripetibili a chiunque possedesse un mezzo di trasporto con più di due ruote.
E il barboncino ormai impresentabile, terrorizzato dalla mutazione della gentile e timida padrona che conosceva, ha iniziato ad abbaiare come un lupo idrofobo.
Inutile dire che io mi stavo ribaltando, ho fatto il resto della strada ridendo come un idiota con le gente che mi guardava come un matto.
(Scritto nel 01/07/2008)

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